Category: Enabling Technologies

La necessità di equilibrio nel riconoscimento facciale

Nel mondo in cui viviamo siamo circondati da sensori in grado di rilevare i nostri movimenti, la nostra posizione geografica, alcuni nostri parametri vitali e da queste informazioni ricavare dati relativi ai nostri comportamenti, alla nostra propensione all’acquisto di certi prodotti, al nostro stato di salute. 

In alcuni casi siamo noi stessi a volere che questi dati vengano rilevati, perché, per esempio, ci serve conoscere la nostra posizione geografica per farla usare a qualche app sul nostro smartphone, oppure ci è utile che un dispositivo indossabile tenga sotto controllo il nostro battito cardiaco durante una sessione di allenamento. 

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L’addio al catalogo Ikea è un’ottima scelta.

Dopo 70 anni Ikea ha deciso di sospendere la pubblicazione cartacea del suo iconico catalogo. 

Secondo un documentario della BBC pare che il catalogo Ikea sia stata la più imponente pubblicazione della storia, con più copie stampate di quante ne siano state prodotte per la Bibbia o il Corano. La prima edizione fu stampata nel 1951, mentre il picco più rilevante di stampa e distribuzione c’è stato nel 2016, con più di 200 milioni di cataloghi stampati in 32 lingue.

La decisione di sospendere le pubblicazioni arriva dalla presa di coscienza che i clienti Ikea utilizzano sempre più gli strumenti digitali che l’azienda mette a disposizione, strumenti che grazie alle funzionalità di realtà aumentata e di online shopping consentono di raggiungere l’utente in modo molto più diretto ed efficace. 

Cosa ci dice tutto ciò?

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The future is in Extended Reality

A future awaits us in which the way we relate to technology will radically change, and since technology is a formidable process enabler, this radical change will profoundly affect our daily life, changing the way we relate to the world and the way we will work.

At the center of this change there is a paradigm that is not necessarily new, that of Extended Reality, which has not yet found its full and complete realization in the consumer world for purely technological and market reasons, but we know that technology evolves rapidly and new markets are often triggered thanks to the availability of new opportunities offered by technology itself.

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Il futuro è nella Extended Reality

Ci aspetta un futuro in cui cambierà radicalmente il nostro modo di relazionarci con la tecnologia, ed essendo la tecnologia un formidabile abilitatore di processi, questo cambio radicale inciderà profondamente sulla nostra vita quotidiana, modificando il modo in cui ci relazioneremo con il mondo e il modo con cui lavoreremo.

Al centro di questo cambiamento c’è un paradigma non necessariamente nuovo, quello della Extended Reality, che però non ha ancora trovato la sua piena e completa realizzazione nel mondo consumer per questioni squisitamente tecnologiche e di mercato, ma sappiamo che la tecnologia evolve rapidamente e i nuovi mercati spesso vengono attivati grazie alla disponibilità di nuove opportunità offerte proprio dalla tecnologia.

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Nuovi chip M1: perché Apple ci mostra il computing del futuro.

I nuovi chip M1 di Apple basati su architettura Apple meritano una riflessione speciale: perché dicono molto del futuro; non solo quello di Apple ma anche di quello probabile del computing.

L’enfasi dell’azienda è giustificata: è con un evento dedicato dal titolo “One more thing”, citazione della famosa frase con la quale Steve Jobs nel 2007 aveva introdotto la presentazione del primo iPhone, che Apple ha ufficialmente presentato i nuovi chip M1.

Per la prima volta, Apple fa in casa i chip, abbandonando Intel, verso una inedita convergenza tra hardware e software; e tra architettura computer e architettura smartphone/tablet. 

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La tecnologia va politicamente governata

L’ultima falla di sicurezza rilevata nei giorni scorsi nei sistemi Google-Apple usati per le app nazionali contro il coronavirus – da noi Immuni – è emblematica di una situazione sempre più insostenibile.

La falla, che potenzialmente mette a rischio la nostra privacy perché consentirebbe un tracciamento degli utenti, è di per sé è di poco conto perché molto difficilmente sfruttabile. Ciò che mi interessa evidenziare è però che solo l’intervento di Google e Apple permetterà di correggere questa falla. E altre che sono comparse e compariranno su questi sistemi che di fatto hanno valenza pubblica, essendo i soli adottati dagli Stati per tracciare in automatico i contagi.

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Uomo-Macchina, un rapporto che cambia

Il prossimo decennio sarà caratterizzato da un completo cambio di paradigma nell’interazione tra uomo e macchina e questo avverrà su due direttrici parallele e complementari: l’utilizzo della voce e l’adozione massiva della Extended Reality.

Quello che oggi facciamo un po’ timidamente, e talvolta sentendoci un po’ stupidi, con gli assistenti vocali come Siri e Alexa, diverrà la modalità standard, e talvolta unica, con cui ci relazioneremo con i fornitori dei servizi di cui avremo bisogno, non soltanto quindi la domotica di base, ma un’interazione vera e completa verso sistemi esterni eterogenei e fornitori di servizi di qualunque tipo. Passeremo quindi dall’attuale “Alexa, accendi la luce della cucina” ad un ben più interessante “Hey Siri, chiama l’idraulico e mettiti d’accordo per un appuntamento una mattina della settimana prossima, ma soltanto in un giorno in cui piove perché se fa bello voglio andare a correre al parco”, oppure da un banale “Ok Google, che tempo farà domani?” ad un più utile “Alexa, prenota la sala e organizza la videoconferenza per la riunione di lunedì mattina, manda invito e agenda a tutti e fai arrivare il coffee break alle 10:30. Ricorda anche i cornetti senza glutine e il caffè decaffeinato. Il costo della sala va sul centro di costo di Concetta”.

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Blockchain per il controllo di filiera? Attenzione a non commettere errori

Negli ultimi mesi è progressivamente aumentato l’interesse sull’utilizzo della tecnologia blockchain in ambito industriale, in contesti di controllo della filiera e persino come ipotetico strumento di potenziale “certificazione” di informazioni legate al Made in Italy. Si tratta di temi serissimi, la cui corretta gestione può avere impatti sul PIL del Paese, sul lavoro delle persone e in qualche caso sul corretto utilizzo di fondi pubblici. Per questo è opportuno fare un po’ di chiarezza per evitare fraintendimenti, aumentare la consapevolezza sulle effettive potenzialità delle tecnologie a disposizione ed evitare speculazioni e loro utilizzi inadeguati ed inefficienti.

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