Tag: Innovazione

La robotica domestica che verrà

Amazon ha recentemente presentato il suo nuovo robottino domestico, si chiama Astro e costa circa 1000 dollari. Va in giro per la casa osservando quello che accade, reagisce ai comandi vocali ed esegue piccoli compiti, soprattutto di osservazione e controllo, ma può anche trasportare piccoli oggetti fino ad un massimo di due chili.

Che impatti avrà questo sulla robotica domestica del futuro?

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Quattro passi verso l’essere umano aumentato

Nel corso della sua storia l’essere umano ha sempre cercato di migliorare la propria condizione fisica, le proprie prestazioni, le proprie capacità e contemporaneamente ha sempre cercato soluzioni per mitigare le proprie debolezze o disabilità.
In un certo senso ha sempre cercato di “aumentare” se stesso dal punto di vista della forza fisica, della acutezza dei sensi e anche della conoscenza.

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L’avvento dei robot nel settore produttivo deve essere gestito

Nell’ultimo rapporto The Future of Jobs Report 2020 pubblicato ad Ottobre 2020 dal World Economic Forum tra le altre cose si parla anche dell’avvento dei robot e di quali implicazioni questi potranno avere nel mondo del lavoro.

In estrema sintesi: i robot creeranno più posti di lavoro di quanti contribuiranno a distruggere, ma dovremo essere in grado di gestire adeguatamente questo scenario.

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Nuovi chip M1: perché Apple ci mostra il computing del futuro.

I nuovi chip M1 di Apple basati su architettura Apple meritano una riflessione speciale: perché dicono molto del futuro; non solo quello di Apple ma anche di quello probabile del computing.

L’enfasi dell’azienda è giustificata: è con un evento dedicato dal titolo “One more thing”, citazione della famosa frase con la quale Steve Jobs nel 2007 aveva introdotto la presentazione del primo iPhone, che Apple ha ufficialmente presentato i nuovi chip M1.

Per la prima volta, Apple fa in casa i chip, abbandonando Intel, verso una inedita convergenza tra hardware e software; e tra architettura computer e architettura smartphone/tablet. 

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Intelligenza Artificiale e Blockchain, un matrimonio inevitabile

L’Intelligenza Artificiale ha una storia che viene da lontano, i primi lavori di rilievo si devono a John McCarthy, Allen Newell e Herbert Simon e sono degli anni ’50. I primi esperimenti su Blockchain (catene di blocchi) sono invece del 1991 grazie al lavoro dei ricercatori Stuart Haber e W. Scott Stornetta, anche se la vera e propria rivoluzione è avvenuta soltanto nel 2008 ad opera di Satoshi Nakamoto, pseudonimo che ancora non si è riuscito ad attribuire ad una persona fisica o ad un team, con la presentazione del paper “Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System”.

Nonostante questa importante differenza di età, si tratta di due ecosistemi tecnologici abilitanti dotati di interessanti complementarietà e che inevitabilmente nel prossimo futuro sono destinati a collaborare strettamente.

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Perché Apple ha abbandonato Intel: ecco la via per i computer del futuro.

Apple ha deciso di abbandonare i processori Intel e di iniziare una vera e propria rivoluzione che la porterà, nel giro di due anni, ad equipaggiare la sua intera offerta Macintosh con chip prodotti internamente, basati su architettura ARM e il cui nome provvisorio è Apple Silicon.

Si tratta, nella pratica, di utilizzare l’enorme esperienza accumulata negli anni di utilizzo di questi SOC (System On a Chip) su iPhone e iPad e fare in modo che questi chip possano funzionare senza troppi problemi anche su macchine di classe notebook o di classe desktop, solitamente equipaggiate con processori molto potenti, ma che consumano e scaldano di più.

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Da Innovation a Wennovation

In una società che tenta di uscire il più velocemente possibile e nel migliore dei modi dalla crisi gravissima innescata dalla pandemia, i più importanti analisti del mondo, nonostante i numerosi indicatori nell’area dell’incertezza, sono concordi nel dire che nel medio periodo la crisi spingerà le aziende ad investire sempre più in innovazione e trasformazione digitale, processi e attitudini che diventeranno rapidamente una priorità per tutte quelle organizzazioni che decideranno di reagire con forza alla crisi tentando di cogliere le opportunità che questa potrà generare.

La chiave per la ripartenza dell’economia nella fase post-covid passa dunque attraverso l’applicazione di una completa strategia industriale ed economica al cui centro vi siano le persone, che sia basata su ecosistemi, attivata dall’innovazione e abilitata dalle nuove tecnologie.

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La fase 3 sarà l’era degli ecosistemi

Stiamo vivendo la più grave crisi pandemica della storia moderna, con più di tre milioni di infetti accertati nel mondo e svariati miliardi di dollari di perdite per l’inevitabile crisi economica che ci attende.

Secondo il World Economic Outlook di Aprile 2020, realizzato dal Fondo Monetario Internazionale, i dati a livello globale sono purtroppo molto preoccupanti: si va da una contrazione del Pil del -5,9% per gli Stati Uniti a un -7,5% per l’area Euro fino a un drammatico -9,1% di contrazione per l’Italia. Se si sposta però l’attenzione al 2021, i dati mostrano una previsione di incremento del Pil per il 4,7% sia per gli Stati Uniti che per l’area Euro e del 4,8% per l’Italia, mentre non vengono fatte stime per il 2022.

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Innovazione è lavoro

La definizione che preferisco del concetto di innovazione è questa: L’innovazione è il processo che genera valore partendo dalle idee.”

Non è una definizione mia, ma di due luminari internazionali dell’Innovation Management che si chiamano Joe Tidd e John Bessant, se siete interessati all’argomento vi consiglio caldamente i loro libri.

È la definizione che preferisco perché contiene tutto quello che serve e lo fa in modo estremamente sintetico, chiaro ed efficace: dal fatto che sia necessario partire dalle idee, al fatto che la chiave di tutto sia il “processo”, cioè quella parte lunga, faticosa e talvolta sfiancante che spesso non si vede, ma che c’è dietro ad ogni successo (e purtroppo anche dietro ogni insuccesso), fino al significato più profondo del concetto stesso di innovazione: il valore.

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