Tag: BlockChain

Artificial Intelligence and Blockchain, an inevitable marriage

Artificial Intelligence has a history that goes back a long way, the first major works were by John McCarthy, Allen Newell and Herbert Simon and date back to the 1950s. The first experiments on Blockchains (chains of blocks) occurred instead in 1991 thanks to the work of researchers Stuart Haber and W. Scott Stornetta, even if the real revolution took place only in 2008 with Satoshi Nakamoto, a pseudonym which nobody has yet been able to ascribe to an individual or a team, with the presentation of the paper “Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System”.

Despite this important age difference, these are two enabling technological ecosystems with interesting complementarities and which are inevitably destined to collaborate closely in the near future.

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Intelligenza Artificiale e Blockchain, un matrimonio inevitabile

L’Intelligenza Artificiale ha una storia che viene da lontano, i primi lavori di rilievo si devono a John McCarthy, Allen Newell e Herbert Simon e sono degli anni ’50. I primi esperimenti su Blockchain (catene di blocchi) sono invece del 1991 grazie al lavoro dei ricercatori Stuart Haber e W. Scott Stornetta, anche se la vera e propria rivoluzione è avvenuta soltanto nel 2008 ad opera di Satoshi Nakamoto, pseudonimo che ancora non si è riuscito ad attribuire ad una persona fisica o ad un team, con la presentazione del paper “Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System”.

Nonostante questa importante differenza di età, si tratta di due ecosistemi tecnologici abilitanti dotati di interessanti complementarietà e che inevitabilmente nel prossimo futuro sono destinati a collaborare strettamente.

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Blockchain per il controllo di filiera? Attenzione a non commettere errori

Negli ultimi mesi è progressivamente aumentato l’interesse sull’utilizzo della tecnologia blockchain in ambito industriale, in contesti di controllo della filiera e persino come ipotetico strumento di potenziale “certificazione” di informazioni legate al Made in Italy. Si tratta di temi serissimi, la cui corretta gestione può avere impatti sul PIL del Paese, sul lavoro delle persone e in qualche caso sul corretto utilizzo di fondi pubblici. Per questo è opportuno fare un po’ di chiarezza per evitare fraintendimenti, aumentare la consapevolezza sulle effettive potenzialità delle tecnologie a disposizione ed evitare speculazioni e loro utilizzi inadeguati ed inefficienti.

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